INTERVISTA AL GENERALE ANNIBALE BARCA



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Alcuni libri su Annibale:
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- Annibale.Come un'autobiografia /Autore Brizzi Giovanni

- Annibale. Autore Durham David A.


- Annibale . Autore Corradi Giuseppe


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Sono qui sulle rive del lago Trasimeno, sto aspettando il generale Annibale Barca, il quale,
ha accettato di farsi intervistare, ed io sono ansioso di sapere da lui come sono andate
veramente le cose nella seconda guerra punica.  
La temperatura è mite, il lago è limpido tanto che riesco a vedere distintamente le regine
(le carpe), che vengono a riva per la marra, stanche e gonfie arrivano vicine, le potrei
prendere con le mani, incuranti del pericolo, eppure sembra quasi che si fidino di me,
mi fanno anche vedere dove depositano le uova.
Un airone cinerino è vicino a me su una zampa sola, con il suo becco sta cercando di pescare
del pesce per nutrirsi, mi fa notare con il suo movimento che sta per arrivare qualcuno mi giro
e vedo il generale venire verso me.
- Salve generale sono contento che abbia accettato di farsi intervistare
- Non ho problemi a farmi intervistare da te, anche perché vorrei in modo definitivo
 dire la mia su questa battaglia e su com'è andata.
- Bene generale siamo pronti allora per la prima domanda:
Si è detto da più parti che il suo è stato un agguato e non una battaglia cosa ne pensa di ciò?
- Vedi, il fatto che molti considerino lo scontro avvenuto sul lago Trasimeno un agguato può
 essere dovuto al fatto che non hanno considerato cosa abbia fatto io per arrivare ad
 accerchiare il console Flaminio a quel modo.
- Bene allora vogliamo vederlo?
- Certo; ti dico subito che quello del Trasimeno è stato un attacco in piena regola, studiato
nei minimi particolari, e atteso con una pazienza degna di un ragno.
Ho dovuto stanare i romani dando fuco ai campi di grano per far sì che non potessero
approvvigionarsi da Arezzo a qui, ho fatto credere loro che andavo verso Roma e invece
ho svoltato verso il lago.
Ho aspettato che scendesse la nebbia per coglierli alla sprovvista, mi sono anche premunito
nel senso che se fosse andata via la nebbia, il sole i romani, lo avrebbero avuto in faccia
e noi alle spalle.
Ho cercato insomma di usare gli elementi della natura, sfruttarli per mio giovamento.
- A quanto dicono è riuscito tutto alla perfezione.
- Sì non c'è ombra di dubbio che tutto sia andato secondo i piani, ma comunque...
- Comunque? Qualcosa non la convince?
- Vedi quando si sferra una attacco si deve calcolare tutto, uomini, provviste, vedere il
 morale delle truppe, fare di tutto per alzarlo se è basso mitigarlo se è troppo alto,
 perché un errore potrebbe essere fatale specialmente quando si pensa che l'avversario è
 inferiore.
 Quello che mi sono sempre chiesto io è questo: davvero Flaminio pensava che io fossi così
 sprovveduto da lasciare tutto al caso?
 Mi ha preso un po' troppo alla leggera, non ha neanche considerato ciò che gli dicevano in
 senato a Roma, e nemmeno ha considerato gli aruspici, ha peccato troppo di superbia.
- Si sostiene che Flaminio sia stato ucciso nella battaglia qual è la sua versione?
- Flaminio si è fatto uccidere in battaglia perché sapeva benissimo che se tornava a Roma
 lo avrebbe ucciso il senato stesso.
- Lei pensa che avrebbero fatto tanto?
- Perché ti risulta il contrario? Già era partito con il parere contrario di mezzo senato,
 poi non era ritenuto da molti, neanche dai soldati, adatto al comando in battaglia, in più
 sprezzante degli dei, ha fatto in modo di ignorare ciò che gli era stato detto dai sacerdoti,
 non ha neanche preso in considerazione il fatto che è stato disarcionato dal cavallo prima di
 partire.
- Allora ha proprio cercato la disfatta.
- No, non credo questo, penso che abbia considerato questo scontro come una gita.
- I soldati allora perché avrebbero accettato se non lo ritenevano adatto al comando?
- I soldati hanno nel loro animo lo spirito della gloria e degli onori misto a un non so che
 di mercenario.Quindi quando Flaminio ha assicurato loro al ritorno onori, paga e premio non
 hanno guardato tanto per il sottile.
- Sì ma anche lei generale aveva questo tipo di problema, come ha fatto?
- Vedi io usavo il mio intuito e poi il travestimento, non mi sono ma fidato appieno, non ho mai
 abbassato la guardia, mi sono presentato travestito nelle loro tende per sentire con le mie
 orecchie cosa pensassero, e in base a quello regolarmi.
 Come vedi non è facile comandare delle truppe, però con un po' di accorgimenti ci si riesce
 bene.
- La storia le ha dato ragione, cosa ha provato quando ha visto le acque del Trasimeno tingersi
 di rosso?
- All'inizio sono stato soddisfatto ma poi la cosa mi ha lasciato indifferente, non m'interessava
 quanti romani erano morti nello scontro quello che volevo era annientare Roma e la sua
 tracotanza ma già sapevo che sarebbe stato molto difficile.
- Se dovesse fare una nuova battaglia qui nel Trasimeno con, il senno di poi, cosa farebbe?
- Quello che ho fatto anni fa, e questa volta non mi fiderei di una probabile rivolta del popolo
 verso Roma, risolverei tutto prima.
- Generale la ringrazio per il tempo che ci ha concesso, un'ultima domanda: dovendo dedicare la
 vittoria del Trasimeno a qualcuno a chi la dedicherebbe?
- A Surus il mio fido elefante perso proprio da queste parti.
_ Grazie di nuovo generale.
- Grazie anche a voi.

(c)  Copyright:Gik Senders www.iltrasimeno.com    luglio 2007

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