|
|
|
Sono qui sulle rive del lago Trasimeno, sto aspettando il generale Annibale Barca, il quale, ha
accettato di farsi intervistare, ed io sono ansioso di sapere da lui come sono andate veramente le
cose nella seconda guerra punica. La temperatura è mite, il lago è limpido tanto che riesco a vedere
distintamente le regine (le carpe), che vengono a riva per la marra, stanche e gonfie arrivano vicine,
le potrei prendere con le mani, incuranti del pericolo, eppure sembra quasi che si fidino di me,
mi fanno anche vedere dove depositano le uova. Un airone cinerino è vicino a me su una zampa sola,
con il suo becco sta cercando di pescare del pesce per nutrirsi, mi fa notare con il suo movimento
che sta per arrivare qualcuno mi giro e vedo il generale venire verso me. - Salve generale sono
contento che abbia accettato di farsi intervistare - Non ho problemi a farmi intervistare da te, anche
perché vorrei in modo definitivo dire la mia su questa battaglia e su com'è andata. - Bene generale
siamo pronti allora per la prima domanda: Si è detto da più parti che il suo è stato un agguato e
non una battaglia cosa ne pensa di ciò? - Vedi, il fatto che molti considerino lo scontro avvenuto
sul lago Trasimeno un agguato può essere dovuto al fatto che non hanno considerato cosa abbia fatto
io per arrivare ad accerchiare il console Flaminio a quel modo. - Bene allora vogliamo vederlo?
- Certo; ti dico subito che quello del Trasimeno è stato un attacco in piena regola, studiato nei
minimi particolari, e atteso con una pazienza degna di un ragno. Ho dovuto stanare i romani dando
fuco ai campi di grano per far sì che non potessero approvvigionarsi da Arezzo a qui, ho fatto credere
loro che andavo verso Roma e invece ho svoltato verso il lago. Ho aspettato che scendesse la nebbia
per coglierli alla sprovvista, mi sono anche premunito nel senso che se fosse andata via la nebbia,
il sole i romani, lo avrebbero avuto in faccia e noi alle spalle. Ho cercato insomma di usare
gli elementi della natura, sfruttarli per mio giovamento. - A quanto dicono è riuscito tutto alla
perfezione. - Sì non c'è ombra di dubbio che tutto sia andato secondo i piani, ma comunque... -
Comunque? Qualcosa non la convince? - Vedi quando si sferra una attacco si deve calcolare tutto, uomini,
provviste, vedere il morale delle truppe, fare di tutto per alzarlo se è basso mitigarlo se è troppo
alto, perché un errore potrebbe essere fatale specialmente quando si pensa che l'avversario è
inferiore. Quello che mi sono sempre chiesto io è questo: davvero Flaminio pensava che io fossi
così sprovveduto da lasciare tutto al caso? Mi ha preso un po' troppo alla leggera, non ha
neanche considerato ciò che gli dicevano in senato a Roma, e nemmeno ha considerato gli aruspici,
ha peccato troppo di superbia. - Si sostiene che Flaminio sia stato ucciso nella battaglia qual è
la sua versione? - Flaminio si è fatto uccidere in battaglia perché sapeva benissimo che se tornava
a Roma lo avrebbe ucciso il senato stesso. - Lei pensa che avrebbero fatto tanto? - Perché
ti risulta il contrario? Già era partito con il parere contrario di mezzo senato, poi non era ritenuto
da molti, neanche dai soldati, adatto al comando in battaglia, in più sprezzante degli dei, ha
fatto in modo di ignorare ciò che gli era stato detto dai sacerdoti, non ha neanche preso in considerazione
il fatto che è stato disarcionato dal cavallo prima di partire. - Allora ha proprio cercato
la disfatta. - No, non credo questo, penso che abbia considerato questo scontro come una gita. -
I soldati allora perché avrebbero accettato se non lo ritenevano adatto al comando? - I soldati hanno
nel loro animo lo spirito della gloria e degli onori misto a un non so che di mercenario.Quindi
quando Flaminio ha assicurato loro al ritorno onori, paga e premio non hanno guardato tanto per
il sottile. - Sì ma anche lei generale aveva questo tipo di problema, come ha fatto? - Vedi io
usavo il mio intuito e poi il travestimento, non mi sono ma fidato appieno, non ho mai abbassato
la guardia, mi sono presentato travestito nelle loro tende per sentire con le mie orecchie cosa
pensassero, e in base a quello regolarmi. Come vedi non è facile comandare delle truppe, però con
un po' di accorgimenti ci si riesce bene. - La storia le ha dato ragione, cosa ha provato quando
ha visto le acque del Trasimeno tingersi di rosso? - All'inizio sono stato soddisfatto ma poi
la cosa mi ha lasciato indifferente, non m'interessava quanti romani erano morti nello scontro quello
che volevo era annientare Roma e la sua tracotanza ma già sapevo che sarebbe stato molto difficile.
- Se dovesse fare una nuova battaglia qui nel Trasimeno con, il senno di poi, cosa farebbe? - Quello
che ho fatto anni fa, e questa volta non mi fiderei di una probabile rivolta del popolo verso Roma,
risolverei tutto prima. - Generale la ringrazio per il tempo che ci ha concesso, un'ultima domanda:
dovendo dedicare la vittoria del Trasimeno a qualcuno a chi la dedicherebbe? - A Surus il mio
fido elefante perso proprio da queste parti. _ Grazie di nuovo generale. - Grazie anche a voi.
(c) Copyright:Gik Senders www.iltrasimeno.com luglio 2007
|
|